Indirizzo: Varallo - VC - Via D'Adda, 33     Telefono: +39 0163 51753     Fax: +39 0163 51070     Indirizzo: Gattinara - VC - C.so Valsesia, 111     Telefono: +39 0163 826552     Fax: +39 0163 827450
Email: info@ipssar-gpastore.gov.it    PEC: vcrh040008@pec.istruzione.it     C.F.: 82003090022        

Buongiorno Prof – Il nuovo libro del nostro Prof. Gennaro Puritano

Docenti, Eventi, Genitori, News, Studenti    0 Commenti     18/12/2014

Buongiorno Prof – Il nuovo libro del nostro Prof. Gennaro Puritano

Prefazione

Non mi capita spesso di scrivere una prefazione a un libro; il mio “mestiere” è quello di pubblicare libri, convinto come sono, come diceva Giangiacomo Feltrinelli, che “l’editore è una carretta, uno che ‘porta carta scritta’, è un veicolo di messaggi”. E aggiungeva: “E tuttavia: occorre incontrare e smistare i messaggi giusti, occorre ricevere e trasmettere scritture che siano all’altezza della realtà”. E questo è quello che cerco anch’io, molto più modestamente, di fare.

Così, grazie all’amicizia e alla collaborazione con Romolo Perrotta, eccellente direttore di una nostra collana, l’autore di questo testo mi contatta e mi propone di pubblicare questo “piccolo” libro; e io, abituato alla saggistica e a volumi ben più ponderosi, storto un po’ il naso, mi dico che no, non sarà il caso di pubblicarlo, in così poche pagine cosa mai ci potrà essere d’interessante per la mia collana Paideia che si occupa di educazione? Come mi sbagliavo!

Il libro che il lettore avrà forse occasione di leggere è uno straordinario concentrato di esperienze, ricerca di senso personale e professionale, confronto costante con se stessi e l’altro da sé, analisi psicologica in un continuo rimando tra chi è chiamato a svolgere “l’impossibile mestiere” dell’educazione e chi può beneficiarne oppure perdere l’occasione. Lo sguardo di “Gennaio”, come viene rinominato l’autore per motivi poetici da una sua alunna, si muove costantemente dalla società alla persona, e da questa a se stesso, in un continuo confronto, oserei dire, tra i modelli introiettati e riattraversati dall’autore e quelli proposti dalla nostra società, al fine di dare senso non solo alla propria vita, ma anche allo scopo di fornire chiavi di letture e piste di esplorazione alle giovani menti che si dispongono all’ascolto. Un modello incarnato, che come tale oscilla tra dubbi e certezze, tra domande e risposte, si pone al proprio e altrui sguardo con la consapevolezza di chi ha ben chiaro quale sia il suo ruolo, mai rinunciando al fine educativo, sempre consapevole delle mille sfumature che portano dall’insegnamento all’apprendimento.

Scriveva il compianto Riccardo Massa che educare vuol dire aprire al mondo, rendere autonomi e depositari di legittimi desideri, aiutare a crescere, a gestire l’angoscia, a sentirsi utili e importanti, a modificare le relazioni con gli altri, a imparare dall’esperienza; e aggiungeva che, dal momento che la dimensione affettiva interferisce con il cognitivo, occorre “operare un capovolgimento del residuale che deve diventare centrale”. La radura di cui parla Heidegger, continuava Riccardo Massa, può venire occupata attraverso la comunicazione tra adulti e ragazzi, attraverso l’empatia, la condivisione esperienziale; disciplina e valutazione possono tradursi in regole di un setting e in capacità espressive (anziché prestazionali), possono organizzarsi laboratori che permettono di fare esperienza e di acquisire competenze anziché di “imparare”. La scuola deve tornare spazio di vita, riprodurre al suo interno quello che i ragazzi fanno già fuori in modo da arricchirlo di significati esistenziali e culturali; ma in parallelo occorre formare gli insegnanti, capaci di produrre materialità educativa e continuamente rielaborarla: incorporare sia gli elementi affettivi che quelli cognitivi, facendoli diventare vissuti reali attraverso l’avventura, attraverso viaggi e scambi internazionali.

L’autore di questo “piccolo” libro ci racconta come sia possibile realizzare tutto questo, ma proprio tutto. Ci manifesta come, attraverso un lavoro su se stesso, sia non solo in grado di parlarci delle sue paure e dei suoi dubbi, ma anche di esporsi nell’entrare in contatto con i giovani che hanno avuto e hanno la fortuna di relazionarsi con lui, nel proporre e realizzare attività in grado di conciliare pensiero e azione, riflessione e spirito critico. E il rispetto, direi l’amore per il suo lavoro e i suoi ragazzi, emerge prepotentemente da ogni rigo: mai una banalizzazione, mai un’accusa di scarso impegno o superficialità ai ragazzi, mai la rassegnazione di chi si arrende di fronte all’immane compito, mai un rimando di responsabilità agli altri contesti educativi, come la famiglia, che dovrebbero e potrebbero svolgere un ruolo altrettanto fondante. Parafrasando John F. Kennedy, la sua domanda rimane costantemente quella di chiedersi cosa lui può fare per la società.

Dunque questo “piccolo” libro è oramai chiaro come non lo sia affatto. Si propone invece come una traccia da poter seguire, una bussola per coloro che ricercano un senso da dare alla propria vita e alla propria professione di insegnanti, coniugando dentro se stessi e nella pratica di ogni giorno ricerca e azione, elevando il concetto di Educazione (e qui è d’obbligo la maiuscola) ai suoi più nobili livelli, fino a stabilire per essa, come titola l’ultimo capitolo, il compito di rispondere all’analfabetismo morale.

Grazie, Prof!

Gennaro-Puritano

Gennaro Puritano, laureato in Filosofia, Diploma di specializzazione per il sostegno e Master di secondo livello conseguito presso l’Università degli studi UNICAL, è abilitato per l’insegnamento, attività che ha svolto come docente di Filosofia e Pedagogia a Vercelli, e di Scienze sociali a Borgosesia. Attualmente è docente di sostegno presso l’Ipssar “G. Pastore” a Varallo Sesia.

Per informazioni: www.ipoc.it 

Torna all'inizio dei contenuti